|
Etica Identità, culture, diversità.
Possibili evoluzioni dei
nostri comportamenti e dell'organizzazione del vivere in società.
Questo è il lavoro dell'antropologo, oggi. In effetti
misurare i crani, come facevano gli antropologi un secolo fa, era molto
più facile.
Non
si tratta soltanto di una attenzione per il territorio e di una
altrettanto necessaria etnografia della contemporaneità. Alcuni eventi
ci hanno fatto fare un passo indietro: ci spaventiamo quando vediamo un
turbante o una barba lunga, ci indigniamo quando vediamo una donna con
il foulard (dimenticando che lo portavano anche le nostre nonne, per
scelta). Nel fare il punto sulle culture "altre" e sulle reciproche
contaminazioni virtuose, si lavora per una globalizzazione dal volto
umano.
Uomini o calamari? Parafrasando il celebre "uomini o
caporali?" di Totò, un naturalista filosofo francese, Théodore Monod,
si interroga sulla vera natura dell'antropizzazione del nostro pianeta.
E sui nostri rapporti intraspecifici. Rapporti che non possono essere
ispirati né alla "legge della giungla" né all'homo homini lupus. Cresce
l'urgenza di una scelta. Homo sapiens sarà etico, ecologico e
solidale... oppure sparirà, per lasciare il posto, appunto, ai calamari.
Amor di conoscenza, certo, ma non solo. La stella polare resta comunque l'Etica. Una filosofia dell'azione consapevole delle
molte possibilità, volta non soltanto a ciò che conviene fare, ma a ciò che è bene.
O perlomeno a quello che (mi) sembra giusto.
|