Duccio Canestrini, antropologo e scrittore
 
 
 
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Storia dell'antropologia

L’unità della specie Homo sapiens e le peculiarità del pensiero umano sono oggi concetti scontati. Non è sempre stato così, ovviamente. Per molti secoli, se non addirittura millenni, l'uomo è stato  alieno all'uomo, lupo, mostro, selvaggio, barbaro, altro. La stessa antropologia, fino a quasi metà Novecento ha faticato a svincolarsi da retaggi razzialisti.

Oggi sembra ovvio che ogni cultura, per quanto lontana e diversa da quella di chi la osservi, abbia la propria dignità, oltreché un'utilità.

Se lo scopo primario di ogni comunità è la sopravvivenza, tutte le culture elaborate dall’intelligenza umana sono articolazioni più o meno complesse del rapporto uomo ambiente.

In termini evoluzionistici, la pluralità delle culture assicura un ventaglio di opzioni necessarie alla continuità e alla varietà della vita sulla terra, soprattutto nell’eventualità di crisi di risorse o di mutamenti di habitat.

Rimane naturalmente il mistero dell'evoluzione delle nostre capacità cognitive. Che ci ha distaccati dalle scimmie antropomorfe (i nostri cugini primati) al punto da volerle studiare, per capire il perché.
 
Perché i Boscimani sono stupiidi? | 11/10/2007 |

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Paper presentato al Convegno internazionale "Giovanni Canestrini zoologo e darwinista" Padova-Venezia-Trento, 14-17 febbraio 2000. Atti pubblicati dall'istituo Veneto di Scienze, Lettere e Arti di Venezia. continua
Amori nei Mari del sud | 18/11/1999 |
Gli antropologi raccontano i mitici paradisi del sesso

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Testo di Duccio Canestrini, Airone Mare Estate 1994
Strani Lontani Disumani | 07/05/1999 |

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I popoli mostruosi visti dai viaggiatori antichi. Mostra ideata da Duccio Canestrini e allestita in occasione di "I Viaggi di Outis", Milano, Palazzo delle Stellin, 2000. continua
 
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